La vedetta / The watchtower
Questa è la storia di una casa incastonata al sesto e settimo piano di un palazzo arroccato sulle antiche mura della città che sino alla metà del 1800, proteggevano la città dalla furia del mare che tanto ha dato a Genova. Se dalle finestre una volta si vedevano gli alberi in legno delle navi (spesso riutilizzati per costruire i tetti del centro storico, era legno buono, temprato dal mare!), ora il paesaggio è disseminato di gru dei cantieri navali, dei bacini di carenaggio e, le più lontane, quelle caricano e scaricano container provenienti da tutto il mondo.
Qua le gru, a differenza del lucido Porto Antico recuperato da Renzo Piano, lavorano ancora sodo, muovendosi lentamente, come spinte dal vento, sino al suono delle sirene di fine turno.
Arroccati sopra il porto, come se fossero in cima ad una gru, si sono innestati una giovane dottoressa ed un macellaio vegetariano, nonché ex chef.
Il percorso che si sviluppa al piano inferiore è circolare ed è composto da una sequenza di piani in un serrato susseguirsi di spazi e quinte che portano il visitatore a relazionarsi con l’intorno. In un dialogo tanto surreale quanto affascinante con colossi come Morozzo della Rocca e Renzo Piano.
Dall’ingresso si passa immediatamente al cuore della casa, la cucina. La sua penisola verde si bilancia con il soffitto voltato rosa. Il piano in inox è un omaggio al passato da chef del committente, e ne porta orgoglioso i segni. Cucina e zona giorno sono messi in comunicazione visiva attraverso un passavivande circolare, un oblò affacciato a sud.
A raccontare la loro passione per la cucina, appesa al muro in cucina troviamo gli utensili, come le anche le pentole, i tegami in rame, la scamorza.
La zona giorno è composta da quelli che erano due vani distinti. Visivamente uniti da un elemento contenitore e seduta, la loro lettura come vani originariamente distinti è leggibile non solo nelle due distinte volte, ma anche nelle due graniglie di fattura molto diversa tra loro.
L’appartamento infatti non solo è stato testimone dello sviluppo del porto, ma è stato anche testimone e vittima di quei bombardamenti che il porto hanno cercato di distruggere. Parte del caseggiato è stato infatti fortemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e queste cicatrici ormai guarite sono leggibili nelle pavimentazioni di diversa fattura.
La stratificazione delle secolari coloriture murarie è stata “incorniciata” sopra il camino, a testimonianza di quella storia, fatta di persone e di scelte cromatiche, che ci hanno consegnato le architetture che viviamo oggi. Queste entrano in un vibrante dialogo con la graniglia di fantastica fattura, la cui punta di grigio chiaro viene richiamata a soffitto.
Gli arredi sono leggeri e, divano e sedute a parte, tutti disegnati dallo studio.
Uno studiolo/camera degli ospiti chiude il prospetto sud.
Dalla zona giorno, in un moto circolare che riporta in ingresso, si passa attraverso la cabina armadi. A soffitto tornano i toni caldi del rosa, a richiamare i tasselli color mattone della graniglia.
Da dalla cabina armadi si torna quindi nell’ingresso, con la sua graniglia di fattura 900esca. I toni scuri di questa sono smorzati da due giocose cabine da mare contenitive. Tributo non solo al passato balneare della zona (sì, gli anziani ricordano di come lì, sotto le mura, facessero il bagno da bambini), ma anche ad Aldo Rossi e al progetto Levante che era prodotto da Valsecchi 918
Il bagno al piano inferiore è una confettata sequenza di intricate geometrie.
A pavimento troviamo una reinterpretazione contemporanea delle graniglie, mentre a parete delle zellige rosa di fattura marocchina.
Dall’ingresso, come percorrendo una tortuosa crêuza, si sale al piano superiore dove troviamo una vecchia cucina, di cui è stata possibile conservare la pavimentazione originale in cementine bianche e rosse ed il bellissimo lavabo in marmo e ardesia con acquaio in ottone. A questo piano abbiamo un secondo bagno e la camera da letto.
Tra gli armadi è presente una piccola finestra. Da qui ci affaccia sull’estradosso delle volte in canniccio del piano inferiore. Queste, pendinate ai travi del tetto, sono vera e propria terstimonianza di una antica tecnica sviluppata per evitare le volte in muratura, mantenendo così le strutture leggere.
Dalla camera, attraverso un sistema di gradini contenitori si esce su una passerella che accompagna al terrazzo. Questo, più che uno spazio esterno di un appartamento sembra, per posizione e vista, la torre di avvistamento di un vecchio forte. Da qui si gode di una vista del porto industriale, della collina dove nacquero i primi insediamenti della città fino alle colline con i suoi sviluppi più recenti.
Quest’appartamento racconta la storia di una giovane coppia, come anche la storia di una intera città.
Qua le gru, a differenza del lucido Porto Antico recuperato da Renzo Piano, lavorano ancora sodo, muovendosi lentamente, come spinte dal vento, sino al suono delle sirene di fine turno.
Arroccati sopra il porto, come se fossero in cima ad una gru, si sono innestati una giovane dottoressa ed un macellaio vegetariano, nonché ex chef.
Il percorso che si sviluppa al piano inferiore è circolare ed è composto da una sequenza di piani in un serrato susseguirsi di spazi e quinte che portano il visitatore a relazionarsi con l’intorno. In un dialogo tanto surreale quanto affascinante con colossi come Morozzo della Rocca e Renzo Piano.
Dall’ingresso si passa immediatamente al cuore della casa, la cucina. La sua penisola verde si bilancia con il soffitto voltato rosa. Il piano in inox è un omaggio al passato da chef del committente, e ne porta orgoglioso i segni. Cucina e zona giorno sono messi in comunicazione visiva attraverso un passavivande circolare, un oblò affacciato a sud.
A raccontare la loro passione per la cucina, appesa al muro in cucina troviamo gli utensili, come le anche le pentole, i tegami in rame, la scamorza.
La zona giorno è composta da quelli che erano due vani distinti. Visivamente uniti da un elemento contenitore e seduta, la loro lettura come vani originariamente distinti è leggibile non solo nelle due distinte volte, ma anche nelle due graniglie di fattura molto diversa tra loro.
L’appartamento infatti non solo è stato testimone dello sviluppo del porto, ma è stato anche testimone e vittima di quei bombardamenti che il porto hanno cercato di distruggere. Parte del caseggiato è stato infatti fortemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e queste cicatrici ormai guarite sono leggibili nelle pavimentazioni di diversa fattura.
La stratificazione delle secolari coloriture murarie è stata “incorniciata” sopra il camino, a testimonianza di quella storia, fatta di persone e di scelte cromatiche, che ci hanno consegnato le architetture che viviamo oggi. Queste entrano in un vibrante dialogo con la graniglia di fantastica fattura, la cui punta di grigio chiaro viene richiamata a soffitto.
Gli arredi sono leggeri e, divano e sedute a parte, tutti disegnati dallo studio.
Uno studiolo/camera degli ospiti chiude il prospetto sud.
Dalla zona giorno, in un moto circolare che riporta in ingresso, si passa attraverso la cabina armadi. A soffitto tornano i toni caldi del rosa, a richiamare i tasselli color mattone della graniglia.
Da dalla cabina armadi si torna quindi nell’ingresso, con la sua graniglia di fattura 900esca. I toni scuri di questa sono smorzati da due giocose cabine da mare contenitive. Tributo non solo al passato balneare della zona (sì, gli anziani ricordano di come lì, sotto le mura, facessero il bagno da bambini), ma anche ad Aldo Rossi e al progetto Levante che era prodotto da Valsecchi 918
Il bagno al piano inferiore è una confettata sequenza di intricate geometrie.
A pavimento troviamo una reinterpretazione contemporanea delle graniglie, mentre a parete delle zellige rosa di fattura marocchina.
Dall’ingresso, come percorrendo una tortuosa crêuza, si sale al piano superiore dove troviamo una vecchia cucina, di cui è stata possibile conservare la pavimentazione originale in cementine bianche e rosse ed il bellissimo lavabo in marmo e ardesia con acquaio in ottone. A questo piano abbiamo un secondo bagno e la camera da letto.
Tra gli armadi è presente una piccola finestra. Da qui ci affaccia sull’estradosso delle volte in canniccio del piano inferiore. Queste, pendinate ai travi del tetto, sono vera e propria terstimonianza di una antica tecnica sviluppata per evitare le volte in muratura, mantenendo così le strutture leggere.
Dalla camera, attraverso un sistema di gradini contenitori si esce su una passerella che accompagna al terrazzo. Questo, più che uno spazio esterno di un appartamento sembra, per posizione e vista, la torre di avvistamento di un vecchio forte. Da qui si gode di una vista del porto industriale, della collina dove nacquero i primi insediamenti della città fino alle colline con i suoi sviluppi più recenti.
Quest’appartamento racconta la storia di una giovane coppia, come anche la storia di una intera città.
Project Year: 2025
Project Cost: EUR 100,001 - EUR 250,000
Country: Italy
Postcode 16124